mercoledì 12 febbraio 2014

GRIMM PROJECT




ENG: A thick book is on the desk. A thin layer of dust on the stiff binding and on the large gothic characters embedded on the cover. Rustling pages. A man reads the stories and images take shape in his mind, against the backdrop of quiet roads and construction sites, in Berlin. The silver sky and the dry, cold days of mid-February. The tale of Grimm Project begins thus.Places and relationships are often useful sources for inspiration, and going to Berlin and meeting Jakob and Wilhelm Grimm – the pioneers of German grammar – have been decisive for LAST22. In fact, for his latest project, fully developed during a trip to the capital, the artist has picked and chosen a series of images, taking the paths traced by the two brothers, scholars of folklore and of old German oral traditions that have been merged into their collections of fairy tales and sagas. A new artwork takes shape by cutting another one, already existing. The originally perfect shape is cut through, some sections are deleted, other overlap, so as to generate a material and semiotic chaos. Decollage is a tested technique, valued by Neo Dadaism. It is a concrete act, often brutal. LAST22 carries out such an operation for Grimm Project. The corpus of the Grimms’ tales is an unlimited field, upon which instinct, inspiration and research do intervene. His intent is to linger on some specific words, to overthrow some perspectives and to twist stereotyped parables, blurring the borders between the positive and the negative, which is always definite in moral fairy tales. The stories go through a continuous process of deconstruction that breaks up the genre. The fairy tale is a didactic text, all characters are conceived to serve an edifying and moralistic purpose. The language closely follows these guidelines and words are always the same, thus summoning similar stories and teachings.The artistic mediation delves into the narrative layers and exposes the cyclical nature of the stories and their hidden restlessness and violence, by way of figurative metanarrative.A continuous process of deconstruction affects each tale, so as to undermine the foundations of the genre. The text is broken up into this meticulous decollage, and a weird and wonderful world of images – made up of anatomic sections, rusty locks, vengeful animals, and omniscient skulls – springs out of this operation. Images are ambiguous; they stimulate the pleasure for optical deceptions and for perceptual double entendre. Pictures taken from encyclopaedias and symbols entered the sensorial routine, together with explicit references to society and illustrations from scientific texts, all pervading the representation field. These visual fragments perfectly crisscross with the characters and settings of Grimm’s fairy tales. Street Art, as a crucial phase of LAST22’s artistic journey, participates in this experiment. His artworks, in fact, searching for direct contact with the users, are disseminated in urban areas, under the “true” pretences of Poster Art. QR codes come with each image, to elicit the exchange with users and connect the pictures to the virtual page of each story, as a technological subtext that reveals the inspiration and elucidates ambiguities. This passage through virtual reality establishes the harmony between language and images, two sides of the same mirror, as the legitimate attempt at looking for meanings, which can be neither created nor destroyed but, continuously, can change.

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ITA: Sulla scrivania, c’è un libro voluminoso. Un velo di polvere tra gli incavi della rilegatura rigida e sui grandi caratteri gotici, impressi in copertina. Fruscio delle pagine. Un uomo legge le storie e, nella sua mente, prendono forma immagini, sullo sfondo delle strade silenziose e dei cantieri di Berlino. Il cielo argentato e il freddo secco di metà febbraio. Il racconto di Grimm Project inizia così.
I luoghi e i rapporti, spesso, sono fonte privilegiata di ispirazione e, per LAST22, è stato decisivo l’incontro con Berlino e con Jakob e Wilhelm Grimm, i padri della grammatica tedesca. Infatti, per il suo ultimo progetto, sviluppato in occasione di un viaggio nella capitale, l’artista ha scelto di creare una serie di immagini, seguendo le trame ordite dai due fratelli, studiosi del folclore e delle antiche tradizioni orali germaniche, confluite in ampie raccolte di fiabe e saghe. 
L’opera si materializza attraverso il sezionamento di un’altra già esistente. La forma intera e perfetta dell’originale viene incisa, alcune parti vengono eliminate, altre sovrapposte, per generare un caos materico e segnico, è un atto concreto, brutale in molti casi. Questa, è la prassi del decollage, tecnica sperimentata e portata all’apice dalla corrente del Neo Dadaismo. In Grimm Project, LAST22 compie un’operazione simile. Il corpus di fiabe dei fratelli Grimm è un campo sterminato, sul quale intervengono l’istinto, l’ispirazione e la ricerca. 
La fiaba è un testo didascalico, tutti i caratteri sono fissi e servono allo scopo finale, edificante e moralistico. Anche il linguaggio segue fedelmente queste linee guida e i termini si ripetono, richiamano ad altre storie e insegnamenti simili. 
L’intervento artistico si inserisce in questa stratificazione letteraria e, attraverso un’originale metanarrazione visiva, mette a nudo l’inquietudine, la violenza, quell’oscuro senso del beffardo, tutti elementi latenti e ciclici nelle storie. L’intento programmatico è soffermarsi su alcune parole e tralasciarne altre, ribaltare i punti di vista e distorcere gli apologhi stereotipati, giocando sul confine tra positivo e negativo, molto netto nella morale fiabesca. Il racconto subisce un continuo processo di decostruzione, per minare le fondamenta del genere. Così, al testo, scomposto in questo minuzioso decollage, si affianca un bizzarro e meraviglioso universo di immagini, tra spaccati anatomici e serrature arrugginite, animali vendicativi e trofei onniscienti. 
Le figure sono enigmatiche, stimolano il gusto per l’inganno ottico e per il doppio senso percettivo. Nell’area della rappresentazione, si intersecano elementi tratti da enciclopedie, simboli entrati nelle abitudini sensoriali, richiami espliciti alla società contemporanea, illustrazioni di testi scientifici, come brani visivi che si ibridano perfettamente con i personaggi e i contesti delle fiabe. 
All’ombra di questa sperimentazione, si inserisce la Street Art, momento determinante nel percorso artistico di LAST22. Le opere, infatti, ricercano il contatto diretto con il fruitore e sono diffuse negli spazi urbani, sotto le (non)mentite spoglie di Poster Art. Per favorire lo scambio con il pubblico, ogni immagine è firmata da un codice QR, collegato alla pagina virtuale della fiaba, come un sottotesto tecnologico che svela l’enigma visivo. Questo salto strumentale attraverso il virtuale, sancisce l’armonia tra linguaggio e immagini, le due facce di uno specchio. Un atto dovuto alla ricerca del senso, che non si crea né si distrugge ma, ininterrottamente, si trasforma. 

Mario Francesco Simeone

giovedì 30 gennaio 2014

LAST22@Premio Ora

Vi ruberò solo un minuto: aprite il link in basso e cliccate su "Vota!" sotto le immagini dei miei lavori. Vi verrà chiesto di registravi con una mail e di scegliervi una password per poter cliccare definitivamente sul pulsante di voto. Il pulsante da giallo diventerà grigio e ci sarà scritto su: "Artista già votato!": fatto! Ora dovete solo confermare il voto quando aprirete la mail cliccando su un link che vi arriverà da Premio Ora (una formalità per accertare che non si stia barando). Ah dimenticavo, Il messaggio potrebbe arrivare anche nella cartella "spam" o "posta indesiderata". Grazie!

mercoledì 22 gennaio 2014

LAST22 CUT & SPRAY + L.O.I. EYEWEAR


EYEWEAR



La serie di occhiali "Robin" è il frutto della collaborazione tra il Laboratorio Occhialeria Italiana della Nuova Ottica Balestrieri e l'artista visivo LAST22. Il design nasce da vecchie dime tornate alla luce, trovate nei depositi della ditta Farben, nel distretto del Cadore, punta di diamante della produzione mondiale di occhiali artigianali. La serie è composta da tre pezzi unici, in rhodoid numerati progressivamente, integralmente lavorati a mano e personalizzati con un'incisione laser indelebile, disegnata da LAST22. Inoltre, sul packaging, attraverso la tecnica dello stencil, è raffigurato manualmente Robin, il pettirosso simbolo dell'artista sannita.

sabato 28 dicembre 2013

Finissage



Il 4 gennaio 2014 alle 19,30, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, in Viale Dei Rettori 73, si terrà il finissage di “Fill The Voids”, personale dell’artista sannita Vincenzo D’Argenio, alias Last22.
L’artista incontrerà il pubblico, con interventi di Mario Francesco Simeone, curatore della mostra e storico dell’arte, e Gabriele Toralbo, consigliere comunale di Torre del Greco (NA) e promotore di iniziative riguardanti la pratica della Street Art.
Interverranno anche Alessandro Paolo Lombardo, giornalista e storico dell’arte e Alessio Masone per Art'Empori. Inoltre, Luigi De Cicco, vincitore del Jazz Festival Eddie Lang 2011 e chitarrista del gruppo La Bestia Carenne, eseguirà una selezione di brani in versione acustica.
Nel corso della serata, si terrà un’asta, presieduta da Emilio Fabozzi, direttore di bMagazine.it, per l'acquisto delle opere ancora invendute.